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    Fornaci di Riva San Vitale, 1920 circa - Burckhardt Titus
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Categoria

Saperi Tecnici e Artigianali

Tag

DOVE

(Lugano), Canton Ticino - Svizzera

QUANDO

Primavera-Autunno

Fornaciai del Malcantone

Documentata a partire dal Seicento, l'attività laterizia dei malcantonesi si è protratta fino agli inizi del XX sec.: testimonianze scritte e tradizione orale sono unanimi nell'attribuire all'emigrazione dei fornaciai del Malcantone (dapprima come operai, in seguito come veri e propri imprenditori) un ruolo di fondamentale importanza nella storia della regione. In alcuni periodi dell'anno e soprattutto in determinati villaggi, in particolare Aranno, Miglieglia, Curio, Bedigliora, le partenze assumevano i caratteri di un fenomeno di massa: ad esempio, stando al registro militare del comune di Aranno nel 1858 il 79% degli uomini abili al servizio (quindi presumibilmente di un'età compresa tra i 20 e i 50 anni) erano fornaciai.
Sono più di 300 le fornaci per laterizi gestite o possedute da malcantonesi (recentemente il Museo del Malcantone ne ha censite 328): esse si trovano principalmente nella Pianura Padana (in provincia di Alessandria, Pavia, Savona, Brescia, Treviso) e nel sud-est della Francia ma ve ne sono anche in Danimarca, Romania, Argentina e persino in Algeria e in Etiopia.
In questa grande vicenda collettiva, i malcantonesi hanno dato prova di coraggio e di capacità imprenditoriali fuori dal comune. E' interessante osservare che i discendenti, pur vivendo all'estero da diverse generazioni, continuano a intrattenere rapporti con i luoghi d'origine (alcuni hanno mantenuto la nazionalità svizzera).
In Italia, al presente, l'unica fornace attiva di derivazione malcantonese è quella della famiglia Fonti (originaria di Miglieglia), a Grignano Polesine (provincia di Rovigo). Più in generale, per quanto riguarda il Canton Ticino si possono menzionare le fornaci, ormai dismesse, di Caslano, Noranco, Balerna e Novazzano; l'unica fornace in attività, oggi, ha sede a Riva San Vitale.

AZIONI DI VALORIZZAZIONE

Da circa vent'anni il Malcantone contribuisce in maniera consistente a preservare e a valorizzare le testimonianze delle attività del passato, in particolare per mezzo di numerosi percorsi tematici, come ad esempio il "Sentiero del Castagno", che si snoda tra boschi e villaggi dell'alto Malcantone, il "Sentiero delle Meraviglie" tra Novaggio e Aranno, o ancora il "Sentiero dell'Acqua Ripensata" tra Sessa e Monteggio. Anche il Museo del Malcantone, con sede a Curio, propone a scadenze regolari esposizioni legate a testimonianze storico-sociali e territoriali: nel settembre 2006 si inaugura la mostra "Lavorare di fornasaro col far matoni, quadrelli e coppi". Qualche anno più tardi, dopo aver acquisito nuove e interessanti documentazioni ed aver stabilito nuovi contatti, il Museo pubblica un volume dal titolo "I padroni del fumo: contributi per la storia dell'emigrazione dei fornaciai malcantonesi", in cui si descrivono da un lato la struttura delle fornaci, le tecniche di produzione (con i diversi tipi di forniture), le modalità dell'organizzazione del lavoro, gli aspetti legati all'integrazione della fornace nel territorio; dall'altro si seguono da vicino alcune vicende (dal Seicento al secolo scorso) sia collettive che individuali, come quella per più versi straordinaria di Filomena Ferrari, caso eccezionale di donna imprenditrice a cavallo tra Ottocento e Novecento nelle Langhe meridionali, o ancora la storia di Silvio Morandi di Bombinasco, che nel Novecento produceva laterizi nella Svizzera francese. Alcuni testi (con CD) curati da Mario Vicari fanno da corollario alle ricerche di tipo storico-sociale, portando le voci degli ultimi testimoni diretti.

Per sapere di più

Bibliografia

  • I padroni del fumo: contributi per la storia dell’emigrazione dei fornaciai malcantonesi,

A cura di

SVIZZERA Canton Ticino - Centro di Dialettologia e di Etnografia - Giovanna Ceccarelli

Supervisore scientifico

Giovanna Ceccarelli

Data di pubblicazione

13-LUG-2011 (Giovanna Ceccarelli)

Ultimo aggiornamento

26-MAR-2015

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