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    Bancarelle e, sullo sfondo, la chiesa dei SS. Martino e Rocco - Mendrisiotto Turismo
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    Salumi in vendita - Matteo Fieni
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    Bovine in primo piano - Matteo Fieni
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    Mercato del bestiame - Matteo Fieni
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    Chiesa dei SS. Martino e Rocco - Matteo Fieni
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    Punto di ristoro all'interno del capannone - Matteo Fieni
  • 2005
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Categoria

Riti e Pratiche Sociali

Tag

DOVE

Mendrisio (Mendrisio), Canton Ticino - Svizzera

QUANDO

San Martino, 11 novembre

Fiera di San Martino a Mendrisio

(San Martín)

La fiera di San Martino è organizzata dal comune di Mendrisio con la partecipazione dell'Associazione Gioventù Rurale del Mendrisiotto (GRM). Durante il periodo che precede la manifestazione, il comune pubblica un annuncio sul foglio ufficiale cantonale per comunicare il luogo, i giorni e l'ora durante i quali vengono assegnate le postazioni ai detentori di bancarelle, "capannoni" e giostre. Per poter partecipare alla fiera come venditore, espositore oppure titolare di una giostra, è necessario ottenere il permesso dalla Polizia Comunale. Verso la fine degli anni Settanta, quando la componente agricola si era notevolmente affievolita, la manifestazione sembrava avviata verso un lento declino; in seguito, grazie soprattutto al sostegno e all'iniziativa della Gioventù Rurale del Mendrisiotto, la fiera di San Martino ha acquisito nuova forma e rinnovato slancio. La componente espositiva (bestiame e macchine agricole) ha in ogni caso preso il sopravvento su quella di tipo commerciale (compra-vendita di bestiame e di sementi).
La manifestazione si tiene il giorno di San Martino (11 novembre) e comprende il fine settimana che precede o che segue questa data. La fiera ha luogo nei prati che circondano la chiesa dei SS. Martino e Rocco, situata alla periferia a nord di Mendrisio. La ricorrenza era un tempo caratterizzata essenzialmente dal commercio di bestiame; gli affari avvenivano alla presenza di un intermediario chiamato, nel dialetto locale, "marussée" e si concludevano sempre con una stretta di mano. Durante la fiera venivano inoltre rinnovati i contratti di affitto dei terreni che i singoli contadini lavoravano: ancora nei primi decenni del Novecento, nel Mendrisiotto molti massari dovevano lasciare le fattorie nelle quali avevano lavorato per uno o più anni. Tracce di quest'uso si ritrovano anche a livello linguistico: l'espressione dialettale "fá san Martín" (fare San Martino), che significa "traslocare", è ancora conosciuta nella regione, specialmente dalle generazioni più anziane.
Negli ultimi cinquant'anni la componente agricola è andata progressivamente diminuendo lasciando sempre più spazio, lungo la strada che conduce alla chiesa, alle bancarelle che offrono una vasta gamma di prodotti locali come salumi, formaggi, pesciolini secchi, caldarroste, miele e diversi tipi di dolci (come gli "stracaganass") e caramelle (fra cui, un tempo, i "basitt da ménta"), senza contare gli oggetti decorativi, gli abiti e gli accessori confezionati a mano, i giocattoli. Gli spazi adiacenti ospitano l'esposizione di numerosi veicoli e macchinari agricoli; altre zone sono invece riservate al divertimento, in particolare agli autoscontri e alle giostre, e ad alcune attività didattiche organizzate dall'associazione Gioventù Rurale del Mendrisiotto in collaborazione con altre società attive a livello cantonale, come ad esempio l'Unione Contadini Ticinese, Agrifutura, Slow Food. Da una ventina d'anni sono presenti tre capannoni principali che offrono cibi e bevande locali.
Nei giorni immediatamente vicini alla fiera si celebrano due messe, una la mattina dell'11 novembre e l'altra la domenica più prossima al giorno del Santo, nella piccola chiesa tardoromanica dei SS. Martino e Rocco, da annoverare fra i più antichi luoghi di culto del Mendrisiotto (è documentata nel 962-966). L'edificio rimane aperto per tutta la durata della manifestazione per consentire a fedeli e visitatori di accendere un cero, recitare una preghiera oppure baciare i piedi del simulacro del santo Vescovo di Tours, morto a Candes l'8 novembre del 397 dopo aver dedicato gran parte della vita all'evangelizzazione delle campagne, alla lotta contro il paganesimo e la povertà.
In Ticino, moltissimi altri edifici di culto sono dedicati a San Martino: si pensi in particolare alle chiese di Calonico, Camorino, Ghirone (SS. Martino e Giorgio), Malvaglia, Olivone, Ponto Valentino, Porza (SS. Bernardino e Martino), Pura, Sornico, Ronco sopra Ascona, Sessa, o ancora agli oratori di Paglio (sui monti di Lodrino), di Ditto (monti di Cugnasco), di Deggio (frazione di Quinto), di Sonvico (sulla collina di Sorivo), di Vezia, di Morbio Superiore. Anche nella Svizzera romanda e in particolare a Vevey (VD), a Porrentruy e a Chevenez (JU) nel mese di novembre, in concomitanza con il giorno di San Martino, hanno luogo svariate fiere agricole (cfr. "La St-Martinen Ajoie" nella Lista delle tradizioni viventi in Svizzera).

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Da un incarto conservato presso l'archivio parrocchiale di Mendrisio si deduce che la fiera di San Martino deve aver avuto luogo per la prima volta verso la fine del XVII secolo, per la precisione negli anni del governo del landfogto Leonhard Greuter di Zurigo (1684-1686): nel 1684, i landfogti di Zurigo, Berna, Basilea, Sciaffusa, Glarona, Soletta e Friburgo, riunitisi a Lugano, concessero alla comunità di Mendrisio il "Privilegio" di poter organizzare una fiera nei prati situati a settentrione del "Magnifico Borgo".
Alla fiera di San Martino (Mendrisio), che si colloca alla fine del ciclo vegetativo e dunque dell'anno agricolo, fa da contraltare quella di San Provino (Agno), che si tiene attorno all'8 marzo. Se fino alla metà del Novecento le due manifestazioni segnavano la fine e l'inizio della stagione agricola, oggigiorno esse tendono ad essere percepite su un piano strettamente stagionale: la fiera di San Martino viene vissuta come l'ultima occasione per una scampagnata all'aperto prima dell'arrivo dell'inverno, mentre quella di San Provino è vista come l'evento che apre le porte alla primavera. Documentate già nel periodo in cui il Ticino era baliaggio dei Cantoni Svizzeri, le due manifestazioni resistono ai cambiamenti socio-ambientali che hanno caratterizzato gli ultimi decenni e sono oggi in grado di offrire ai visitatori una visione d'insieme della realtà rurale ticinese.

APPRENDIMENTO E TRASMISSIONE

Di generazione in generazione.

MISURE DI SALVAGUARDIA

Dal 10 settembre 2012 la Fieradi San Martino di Mendrisio figura, congiuntamente alla fiera di San Provino di Agno, nella lista delle "Tradizioni viventi in Svizzera", progetto di valorizzazione, salvaguardia e promozione del patrimonio culturale immateriale proveniente da tutte le regioni della  Confederazione Elvetica.

Per sapere di più

Siti web

A cura di

SVIZZERA Canton Ticino - Centro di Dialettologia e di Etnografia - Giovanna Ceccarelli

Supervisore scientifico

Giovanna Ceccarelli

Data di pubblicazione

31-OTT-2012 (Giovanna Ceccarelli)

Ultimo aggiornamento

17-MAR-2015 (Fabia Apolito)

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