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Categoria
Riti e Pratiche SocialiTag
DOVE
Ponte Nossa (BG), Lombardia - Italia
Il Mazzo viene trasportato in corteo dal punto in cui viene tagliato alla piazza principale del paese e poi depositato ai piedi del Monte Guazza. In una seconda fase del rituale dai piedi del monte viene issato fino al Pizzo.
QUANDO
maggio
Festa del Mazzo a Ponte Nossa
La festa del Mazzo, che si svolge ogni anno a Ponte Nossa, è antica e complessa e si realizza in tre fasi distinte. Elemento centrale di tutta la cerimonia è un grosso abete, alto circa una decina di metri, che viene chiamato "mazzo", dal dialetto "mas" (che può significare sia "mazzo" che "maggio"), per consuetudine donato agli abitanti del paese da qualche proprietario della zona.
Alla fine di Aprile l'albero prescelto viene abbattuto, condotto in paese e depositato ai piedi del Monte Guazza, che sovrasta il centro abitato; un gruppo di uomini adulti, accompagnati da un certo numero di bambini e ragazzi, si reca con un camion ad abbattere la pianta nella zona prescelta, fuori dal paese. Al proprietario spettano i primi colpi di scure, accompagnati da scoppi di mortaretti. Il mazzo viene così caricato sul camion e condotto in paese. Ai margini dell'abitato, un gruppo di ragazze porta festoni di carta colorata, da loro stesse confezionati, che vengono fissati dai giovani intorno all'albero.
Inizia così la sfilata del mazzo per le vie del paese, preceduto dalla banda musicale. Il corteo si ferma sulla piazzetta dietro la chiesa, dove il parroco con una breve cerimonia benedice il Mazzo, dopodichè il camion si rimette in moto, non più preceduto dai suonatori, e si dirige verso un grande prato in fondo Valle, dove l'albero viene depositato. Qui i bambini lo spogliano degli addobbi di carta, giocando con essi e rotolandosi nell'erba.
Più tardi verranno tagliati quasi tutti i rami rimasti, lasciando solo un pennacchio in alto e il tronco verrà scortecciato. Là esso rimane sino alla mattina del 1 maggio.
A questa prima fase della festa ne fa seguito un'altra, la più impegnativa e spettacolare. Con un notevole sforzo, la mattina del 1 Maggio, il Mazzo viene trasportato a braccia fino alla cima del monte, il Pizzo Guazza, dove viene piantato in un foro già esistente sullo stretto spiazzo di roccia che ne costituisce la cima. Il fianco della montagna è ripidissimo. Esso viene affrontato nella linea della massima pendenza, il che richiede notevole forza fisica e una certa dose di coraggio, perfetta coordinazione estrema attenzione. Alla base dell'albero viene fissata una corda fabbricata appositamente lunga circa 60 metri. Un gruppo di giovani si carica il tronco sulle spalle ed un altro molto piu numeroso si mette alla corda passandosela sulle spalle e trascina così l'albero e i suoi portatori verso l'alto. Anche le ragazze sono presenti e partecipano al trasporto.
La salita viene compiuta in otto-dieci tratte, inframmezzate da soste piu o meno lunghe che avvengono sempre negli stessi punti. Partenze e soste sono regolate dalla voce di un capo corda che in genere è il piu anziano del gruppo.
L'operazione di innalzamento del mazzo viene compiuta con l'aiuto di una corda fissata ad una certa altezza del tronco, che viene poi slegata da un giovane che si arrampica fino al nodo.
L'albero resta piantato sulla cima del monte per tutto il mese di Maggio, per poi essere bruciato la sera del 1 Giugno, vigilia della festa dell'Apparizione della Madonna delle Lacrime (2 giugno 1511) cui è dedicata la parrocchia del paese. Verso sera la pianta, che è ormai naturalmente del tutto disseccata, viene abbattuta, tagliati i rami residui e segato il tronco in due pezzi che si sovrappongono ai rami aggiungendovi stracci intrisi di nafta. Una volta preparata la pira, si recita il rosario e si mangia qualcosa insieme. Quando la banda musicale comincia a suonare sulla piazza del paese, l'uomo piu anziano o il bambino più piccolo del gruppo accende il falò mentre altri sparano fuochi artificiali.
NOTIZIE STORICO-CRITICHE
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la festa del Mazzo viene svolta in modo particolare: nel 1941, poichè tutti i giovani e gli uomini in salute erano lontani dal paese perchè alle armi, il Mazzo venne piantato dalle donne e dai ragazzini, e poi lasciato, per un voto, sulla cima del monte fino alla fine della guerra nel 1945 quando fu finalmente bruciato.
In passato al posto dei festoni di carta colorata le ragazze del paese confezionavano fiori di carta fissati su fili di ferro, che venivano consegnati dentro dei cestini ai giovani, i quali si occupavano di attaccarli al Mazzo. Quando l'albero veniva trasportato con i cavalli, anche gli animali e il carro venivano infiocchettati.
COMUNITÀ
La festa del Mazzo è promossa dalla Società del Mazzo, che nasce con l'unico scopo di organizzare la celebrazione. Partecipano alla festa tutti gli abitanti del paese, uomini e donne, anziani e bambini, con ruoli diversi. Agli uomini è affidato il taglio dell'abete e il suo trasporto sul Pizzo. Le donne preparano gli addobbi di carta che vengono affissi al Mazzo.
MISURE DI SALVAGUARDIA
La festa del Mazzo di Ponte Nossa fa parte del R.E.I.L. (Registro delle Eredità Immateriali Lombarde), progetto di valorizzazione, salvaguardia e promozione dei beni immateriali, saperi tradizionali e pratiche rituali della Regione Lombardia.
Per sapere di più
Bibliografia
Bergamo e il suo territorio - Il "mazzo" di Ponte Nossa
Silvana Editoriale 1977
A cura di
Regione Lombardia - Archivio di Etnografia e Storia Sociale - Giulia La Marca
Data di pubblicazione
07-DIC-2012 (Giulia La Marca)
Ultimo aggiornamento
17-MAR-2015 (Fabia Apolito)
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