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Categoria
Riti e Pratiche SocialiTag
DOVE
Savièse (Sion), Canton Vallese - Svizzera
Ore 5 del mattino (sveglia): i tamburi svegliano il comandante del giornoOre 7: raduno sulla piazza del paese e inizio della processioneOre 10: Santa MessaProcessione del Santissimo Sacramento all'altare.Pranzo.Ore 15.30 (Vespri).Fine alle ore 20.00.La domenica successiva al Corpus Domini ha luogo il ballo "bal de l'octave" (ballo dell'ottava).La serata danzante "Bal du second octave" (ballo della seconda ottava), organizzata dai granatieri.
QUANDO
60 giorni dopo Pasqua (il Corpus Domini è sempre di giovedì)
Corpus Domini a Savièse
(Feita-Djyo ën Chavyeje)
L'evento è organizzato in un turno quinquennale dai singoli paesi della comunità e parrocchia di Savièse nel Cantone Vallese. Le singole funzioni e cariche sono precisamente regolate in un organigramma, e nella loro assegnazione si bada all'equilibrio politico (ad esempio banneret = PDC, capetan = Entente PDC, Entente: partiti o gruppi di partiti svizzeri.).
La festa inizia il giorno precedente con la distribuzione delle uniformi ai granatieri (due gruppi con pettorine di colore diverso: plastron vert, plastron bleu(pettorina verde, pettorina blu)) e ai fornitori che offrono il vino della festa. Il numero dei granatieri partecipanti indica il grado di successo dell'evento. Alle 19 ha luogo, per i granatieri, una répétition (prova generale).
La festa vera e propria inizia alle 5 con la diane (sveglia). A questo scopo si suona davanti alle case dei 9 membri del comitato. Alle 7.30 ci si raduna davanti al municipio, dove è esposta la bandiera del comune, si prende l'esponton (spuntone) a casa del capetan e la bannière du village (gonfalone del villaggio) dal banneret (portabandiera); il tutto è accompagnato dal suono della marcia della bandiera. Ore 9: partenza dei gruppi musicali, dei granatieri, delle guardie e dei militari alla volta della chiesa, con l'integrazione delle tsanbrides (gruppi di bambini), ingresso nella chiesa con cambiamento del passo del corteo e della processione, Messa solenne.
Il momento principale dell'evento è costituito dalla processione, in cui il Santissimo Sacramento (il Corpo di Cristo nella forma simbolica dell'ostia) è portato nell'ostensorio attraverso il villaggio di Saint-Germain, con una fermata intermedia presso un altare da campo (reposoir). La processione segue una procedura complicata davanti alla chiesa ed è guidata da una grande bandiera processionale, dal consiglio parrocchiale e da gruppi di scout, seguiti dagli zappatori e dai bambini in costume, le tsanbrides. Segue poi un grande gruppo musicale, con le Fifres et Tambours saviésans (pifferi e tamburi di Savièse) e la fanfara dell'Echo du Prabé (Eco del Prabé). Il primo plotone dei granatieri vestiti di rosso, il capetan, i militari nell'uniforme grigio-verde dell'esercito e i portabandiera aprono il blocco con il Santissimo Sacramento. Seguono poi il coro in costume, la croce della processione, i bambini della prima Comunione e i chierichetti. Il centro è costituito dal comandante del giorno, dalle guardie svizzere, dai sacerdoti, dal parroco sotto il baldacchino portato da quattro consiglieri comunali, da altre guardie svizzere, dagli altri consiglieri e da altre autorità civili, ed è seguito dal secondo plotone di granatieri e dalla fanfara Rose des Alpes (Rosa delle Alpi). Il corteo è chiuso dalle donne in costume e dagli altri fedeli. Gli abitanti del posto che non appartengono a uno dei gruppi citati di regola partecipano alla processione come pubblico, come pure i numerosi curiosi giunti da fuori. (Ordine della processione del 2008.)
Verso le 11.15 la processione raggiunge il luogo in cui si trova l'altare da campo (le reposoir). Guidati dal comandante del giorno, i singoli gruppi si sistemano davanti all'altare secondo uno schema predefinito, per ricevere dal sacerdote la benedizione con l'ostensorio.
Uno sguardo storico mostra che questa processione è molto cambiata nella sua composizione, nel suo svolgimento e nella sua espressione, e che anche oggi continua a mutare praticamente di anno in anno, almeno nei dettagli. Inoltre a Savièse emerge nettamente la funzione di ordine sociale che spetta ai militari durante questa festa. I circa 80-120 granatieri proteggono dal resto del popolo, nella processione ma anche in chiesa, l'area centrale costituita dal Santissimo Sacramento e dall'altare, e al contempo conferiscono a chi si trova in questa zona una maggiore importanza e splendore. Dunque nell'intera processione si manifesta un sistema d'ordine che da una parte rappresenta unità, dall'altra le gerarchie e le posizioni di potere.
Principi analoghi sono alla base dell'organizzazione del giorno del Corpus Domini. La parrocchia e il comune di Savièse sono composti da più villaggi, che si alternano a turno nell'organizzazione della festa, ma che si fanno anche concorrenza. Al villaggio organizzatore spetta tra l'altro il compito di allestire l'altare da campo, di fornire i soldati, i granatieri e il comitato organizzativo e di garantire il finanziamento della festa. Del comitato organizzativo fanno parte il comandante del giorno, il banneret (portabandiera), il capetan (capitano), il primo e il secondo sergent (sergente), il primo e il secondo caporal (caporale), il sergent des grenadiers (sergente dei granatieri), il caporal des grenadiers (caporale dei granatieri) e il tsanbri, cioè il ragazzo che guida le tsanbrides.
Tramite la fusione di una molteplicità di elementi di tipo verbale, musicale, coreografico e visivo, il risultato costituisce una sorta di spettacolo. Ciò sviluppa il suo effetto non solo all'esterno, verso il pubblico, ma mira, come afferma Emile Durkheim, a destare nei partecipanti "determinati sentimenti e idee, a unire il presente e il passato, l'individuo e la collettività."
Proprio quest'ultimo elemento gioca un ruolo centrale nella parte profana della festa. Questa inizia con l'aperitivo e il pranzo comune, interrotto verso le 15 per i Vespri in chiesa, e prosegue poi con un aperitivo davanti alla chiesa e una condivisione di cibo e bevande in determinate parti del paese. A partire dalle 18 inizia il corteo di ritorno e la restituzione delle bandiere. Dopo un'ultima bicchierata, i granatieri sono ufficialmente congedati alle 20. La serata è improntata alla festa del paese. La festa finisce ufficialmente la domenica seguente, con il Bal des grenadiers. (Ballo dei granatieri)
Prima di tutto, l'evento colpisce l'osservatore per il suo carattere teatrale. Così lo svolgimento della processione attraverso il villaggio spinge il pubblico a cambiare più volte posizione e gli permette così di assistere più volte allo spettacolo mobile. Elementi di spettacolo come le uniformi e gli accessori dei granatieri, ispirati a modelli storici, rafforzano l'impressione di teatralità.
APPRENDIMENTO E TRASMISSIONE
Inoltre, fin dall'inizio del 20° secolo, l'evento ha goduto di una grande valorizzazione esterna e, conseguentemente, di un dinamismo folcloristico, turistico e mediatico. Un ruolo fondamentale è stato giocato in merito dall' "Ecole de Savièse" (scuola di Savièse), un gruppo di artisti legato al primitivismo agreste, che negli anni tra il 1880 e il 1930 rappresentò nei suoi quadri il mondo contadino e cattolico del Vallese. Quanto la festa del Corpus Domini sia diventata anche per la gente di Savièse un bene culturale, è illustrato dal libro, pubblicato nel 2008, della fondazione Anne-Gabrielle et Nicola V. Bretz-Héritier: in 460 pagine e moltissime illustrazioni, la festa è descritta e rappresentata in tutte le sue sfaccettature storiche, religiose, sociali ed estetiche.
COMUNITÀ
Gli abitanti dei villaggi di Savièse come organizzatori. L'associazione degli uomini. Il consorzio dell'acqua potabile. Il comitato del Corpus Domini. L'adunanza del Corpus Domini. Il portabandiera. Il " Capétan ". Il tenente. Il furiere. Il sergente e il caporale dei granatieri. Lo " Tsanbri " e la " Tsanbride". I granatieri di Savièse. I piccoli e grandi zappatori. I soldati. Le guardie svizzere. I "petits saints" (piccoli santi). Autorità civili, militari ed ecclesiastiche. Il coro misto "La Cécilia". L'associazione dei tamburini. La fanfara "Rose des Alpes". La fanfara "Echo du Prabé". I boy scout.
Per sapere di più
Siti web
A cura di
SVIZZERA Cantone Vallese - Médiathèque Valais - Martigny - Geraldine Roels
Supervisore scientifico
Thomas Antonietti, Abbé Jean-François Luisier
Data di pubblicazione
13-NOV-2013 (Geraldine Roels)
Ultimo aggiornamento
16-APR-2015 (Fabia Apolito)
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