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    Trasporto a spalla dei blocchi di granito in una cava di Osogna - Rudolf Zinggeler
  • 1937
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Technical Knowledge

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Cresciano, Lodrino, Osogna, Iragna (Riviera), Ticino - Switzerland

WHO

Bignasca Adriano Bignasca Adriano
(imprenditore)
Bignasca Lorenza Bignasca Lorenza
(imprenditore)

Estrazione e lavorazione del granito nella Riviera

I giacimenti di granito ("gneiss") della Val Riviera, situata nell'omonimo distretto, formano la più importante risorsa naturale della regione. In una società fortemente dominata dal settore primario, l'industria del granito si configurò, a fine Ottocento, come qualcosa di totalmente nuovo. Essa andò ad affiancarsi alle piccole attività manifatturiere, peraltro limitate ad alcuni settori, che all'epoca stavano attraversando un periodo di forte regresso: l'industria della seta, ad esempio, era ormai ridotta al lumicino a causa della concorrenza asiatica; anche le concerie (Lugano, Bellinzona), l'industria dei tabacchi (Mendrisiotto) e quella della paglia (Val Onsernone) si trovavano in una fase di forte recessione.
Nella Svizzera italiana, e in particolare nelle valli superiori del Ticino, il granito è materia prima assai abbondante e viene utilizzato per costruire le case d'abitazione al piano, le cascine e le stalle sui monti e sugli alpi, i muri che delimitano i fondi o che sorreggono i sentieri, i ponti, infine i castelli, tra cui quelli di Bellinzona (dal 2000, i tre castelli con le loro fortificazioni e la cinta muraria sono iscritti nella Lista del patrimonio dell'umanità stilata dall'UNESCO). Tuttavia la presenza di tutte queste costruzioni non può essere considerata una prova dell'esistenza di un'industria del granito nelle valli del Sopraceneri: infatti, prima del 1870 (anno in cui vengono aperte le prime cave a Pollegio e a Osogna), la pietra veniva ricavata da blocchi erratici o da massi caduti dalla montagna oppure da cave aperte in loco, che venivano dismesse una volta conclusa l'opera.
Un'industria del granito vera e propria nasce con i lavori di scavo per il traforo del S. Gottardo, avviati nel settembre del1872. A partire dal 1880, lo sfruttamento delle cave assume il carattere di un'attività industriale, con l'assunzione di un migliaio di operai, per lo più italiani. Una volta ultimata, la galleria permetterà inoltre di indirizzare la produzione versola Svizzerainterna, la quale sta vivendo in quegli anni un vero e proprio "boom" edilizio. Ma la dipendenza da un solo mercato, quello svizzero tedesco, si rivelerà ben presto un ostacolo a causa delle oscillazioni congiunturali del settore edilizio d'Oltralpe.
Nel decennio 1881-1891 le prime società iscritte nel Registro di Commercio sono guidate da proprietari ticinesi, sempre minoritari rispetto al nucleo costituito da imprenditori svizzero tedeschi e italiani: nel periodo 1892-1900 si aprono ben 29 nuove cave grazie all'iniziativa di imprenditori svizzero tedeschi (che tenderanno ben presto ad accaparrarsi la produzione per fini speculativi) e di scalpellini italiani provenienti in massima parte dalle zone di Como, Schignano, Novara. Il 1900 è l'anno della crisi: il mercato nella Svizzera interna continua a regredire, la produzione ristagna, il prezzo del granito crolla, iniziano le prime lotte operaie. Nascono le prime associazioni di datori di lavoro e di operai per tutelare i rispettivi interessi ma anche per difendersi dalla crisi dell'industria; aspre lotte contrapporranno le opposte organizzazioni, fino al primo, inefficace sciopero del 20 maggio 1901.
La Grande Guerra paralizza nuovamente l'attività; solo dopo il 1948 si registra una nuova espansione, sebbene non uniforme. La richiesta di materia prima riprende gradatamente verso la seconda metà del Novecento. Nel 1981 si contano ben 61 ditte con all'incirca 800 persone impiegate; a Lodrino, in particolare, nel 1981 si contano 12 aziende che danno lavoro a 118 persone.
Dal 1950 si verifica un mutamento significativo riguardante il modo di condurre e di attrezzare le imprese: quasi tutte iniziano a dotarsi di macchine per segare, tornire, lucidare, ecc. Le ditte attive nel settore effettuano investimenti talora ingenti intesi a modernizzare sia le tecniche di estrazione sia quelle di lavorazione, riuscendo a far fronte alla concorrenza della pietra artificiale, del cemento armato e, in seguito, delle produzioni estere provenienti da Cina, Polonia, Corea e Portogallo.

LEARNING AND TRANSMISSION

Le ditte, di regola a conduzione famigliare, si tramandano esperienza e passione di padre in figlio. Molte imprese sono ormai alla quarta generazione.

PROMOTIONAL ACTIONS

Nel dicembre 2006, l'architetto (e dottorando) Stefano Zerbi del Politecnico Federale di Losanna presenta ufficialmente a Lodrino l'idea di un museo sul territorio delle Tre Valli (Riviera, Leventina e Blenio), incentrato in particolar modo sulle potenzialità di una "Via della Pietra": una rete di percorsi per aiutare a riflettere sul territorio, sulla sua evoluzione, sul suo avvenire, sulla fragilità dei suoi equilibri. In questo senso la presenza in Val Riviera e nella bassa Leventina del settore estrattivo e della lavorazione della pietra naturale permetterebbe ai visitatori di venire a conoscenza dei processi produttivi connessi allo sfruttamento e alla costruzione del territorio.
Nel settembre 2007 si tiene, sempre a Lodrino, la posa della prima "porta" in granito della "Via della Pietra". Il 14 marzo 2008 ha luogo, a Biasca, un simposio internazionale i cui atti sono consultabili sul sito www.regionetrevalli.ch/File%20PDF/simposio/attiweb.pdf

To learn more

Produced by

SVIZZERA Canton Ticino - Centro di Dialettologia e di Etnografia - Giovanna Ceccarelli

Scientific Advisor

Giovanna Ceccarelli

Release Date

20-LUG-2011 (Giovanna Ceccarelli)

Last update

03-MAR-2015 (Fabia Apolito)

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