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Sant'Antonio Abate a Sant'Antonio Abbandonato - Federico Buscarino
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Sant'Antonio Abate a Sant'Antonio Abbandonato - Federico Buscarino
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Sant'Antonio Abate a Sant'Antonio Abbandonato - Federico Buscarino
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Sant'Antonio Abate a Sant'Antonio Abbandonato - Federico Buscarino
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Sant'Antonio Abate a Sant'Antonio Abbandonato - Federico Buscarino
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Statua di Sant'Antonio Abate e il Diavolo - Guido Bertolotti
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Sant'Antonio Abate a Sant'Antonio Abbandonato - Federico Buscarino
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Sant'Antonio Abate a Sant'Antonio Abbandonato - Federico Buscarino
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Sant'Antonio Abate a Sant'Antonio Abbandonato - Federico Buscarino
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Sant'Antonio Abate a Sant'Antonio Abbandonato - Federico Buscarino
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Sant'Antonio Abate a Sant'Antonio Abbandonato - Federico Buscarino
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2011
Indietro
Categoria
Riti e Pratiche SocialiTag
DOVE
Brembilla (BG), Lombardia - Italia
Dalla chiesa di Sant'Antonio, la processione percorre la strada che costeggia il paese e torna indietro verso la chiesa sulla stessa strada.
QUANDO
Sant'Antonio Abate, 17 gennaio
Sant’Antonio Abate a Sant’Antonio Abbandonato
La frazione di San'Antonio Abbandonato si trova al confine tra i comuni di Zogno e Brembilla, in Valle Brembana. La chiesa, situata a 1000 metri di altitudine, occupa un balcone naturale che consente uno sguardo completo sulle montagne e su tutta la valle sottostante.
Il fine settimana successivo al 17 Gennaio, si celebra qui la festa per il santo patrono, Sant'Antonio Abate. Le celebrazioni iniziano il sabato mattina, con la Messa dedicata a Sant'Antonio, seguita, nel primo pomeriggio, dalla benedizione rituale degli animali.
La domenica mattina si celebrano due messe, una alle 8 del mattino e un'altra alle 10.30, officiata dal parroco della chiesa e dal vescovo. Nel pomeriggio, dopo la recita dei vespri, inizia la processione, momento centrale della celebrazione.
Nella piazza antistante la chiesa, gremita di persone in attesa della processione, è allestito un banco alimentare, con frittelle, caldarroste e biligocc (castagne essiccate e affumicate). La festa richiama tutti gli abitanti dei paesi vicini, che si ritrovano in piazza in un atmosfera conviviale di chiacchiere e saluti. La banda di Zogno accompagna il momento di festa.
In una sala dell'oratorio adiacente si distribuiscono pezzettini di pane benedetto e immaginette di Sant'Antonio, che tradizionalmente vengono appese sulla porta d'ingresso delle stalle.
Alle 15 inizia la recitazione dei vespri, officiata dal vescovo. La chiesa si riempie di fedeli che cantano accompagnati dalla corale di San Pellegrino Terme.
Interessante notare che, nonostante la chiesa sia dedicata al culto del Santo protettore degli animali, al suo interno è presente solo una statua che lo raffigura, alla destra dell'altare. L'intera parte devozionale della chiesa è in realtà dedicata alla Madonna. In particolare nel transetto sinistro, sopra un piccolo altare, la parete della chiesa è stata lasciata in pietra grezza tale da ricostruire una piccola grotta, su cui troneggia con un'aureola illuminata la statua della vergine. Ai suoi piedi una figura femminile, con in mano un rosario e un cero e la testa di un serpente simbolo di tentazione che sporge dalla roccia. Accanto alla grotta, qualche ex voto appeso alla parete.
Il culto di Sant'Antonio è più evidente fuori dalla chiesa. A poca distanza da essa infatti, si trova una piccola cappella votiva che custodisce un'interessante statua del Santo. Anche qui la roccia grezza del contorno ricorda l'impianto di una grotta. Sant'Antonio dalla lunga barba bianca è inginocchiato sulla pietra. Lo sguardo alto e assorto. Davanti a lui, un libro aperto, un teschio e un serpente. Alle sue spalle, accucciato e pensieroso, un diavolo con zoccoli e corna caprine e ali da pipistrello.
Subito dopo i vespri parte la processione. A guidarla un crocefisso ligneo, portato in mano da uno dei fedeli e accompagnato da un gran numero di persone che seguono composte la marcia. A distanza seguono la banda, il vescovo che regge l'ostensorio, i sacerdoti e un chierichetto con il turibolo. Subito dopo, la statua di Sant'Antonio, caricata su un baldacchino in legno portato sulle spalle da quattro persone. In questa statua Sant'Antonio è rappresentato con un libro in una mano e un bastone nell'altra, sul quale è appesa una campanella.
La processione percorre la strada principale che costeggia la piccola frazione e torna indietro dopo poco verso la chiesa. La partecipazione è alta, e la chiesa si riempie completamente quando, finita la processione, i fedeli in fila aspettano il loro turno per baciare l'ostensorio dalle mani del vescovo.
La sera, in oratorio, la festa si conclude con un tradizionale incanto alimentare.
APPRENDIMENTO E TRASMISSIONE
La trasmissione del bene avviene soprattutto attraverso la calendarizzazione della ritualità religiosa della parrocchia e della diocesi.
COMUNITÀ
L'organizzazione della celebrazione è principalmente in funzione della cerimonia ecclesiastica. E' il parroco della chiesa che coordina la dinamica rituale, coinvolgendo poi singoli cittadini per ruoli specifici.
Partecipano alla celebrazione e alla processione famiglie da tutta la valle, in particolare da Zogno e Brembilla.
MISURE DI SALVAGUARDIA
La festa di Sant'Antonio Abate a Sant'Antonio Abbandonato fa parte del R.E.I.L. (Registro delle Eredità Immateriali Lombarde), progetto di valorizzazione, salvaguardia e promozione dei beni immateriali, saperi tradizionali e pratiche rituali della Regione Lombardia.
Per sapere di più
Beni materiali
Statua di Sant'Antonio Abate tra le tentazioni, situata in una cappella votiva all'esterno della chiesa.
A cura di
Regione Lombardia - Archivio di Etnografia e Storia Sociale - Giulia La Marca
Data di pubblicazione
02-MAG-2012 (Giulia La Marca)
Ultimo aggiornamento
10-MAR-2015 (Fabia Apolito)
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