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    Passione di Vertova - Italo Sordi
  • Passione di Vertova - Italo Sordi
  • 1976
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Categoria

Riti e Pratiche Sociali

Tag

DOVE

Vertova (BG), Lombardia - Italia

La processione parte dalla chiesa parrocchiale e percorre le vie del centro. Ogni anno, a rotazione, cambia percorso per permettere alla processione di raggiungere punti diversi del paese. Rispetto al passato i percorsi hanno subito delle modifiche soprattutto a seguito dell'ampliamento del paese e della costruzione di nuove strade. 

QUANDO

Venerdì santo

CHI

Mistri Giuseppe Mistri Giuseppe
(informatore)

Processione del Venerdì Santo di Vertova

La sera del Venerdì Santo a Vertova si rievoca la deposizione di Cristo dalla croce attraverso una grande processione in costume, complessa per il numero di attori che ne prendono parte e molto partecipata dagli abitanti del paese e dai turisti e devoti che sopraggiungono da tutta la valle.
Al termine della via crucis, che si celebra all'interno della chiesa, sulla scalinata antistante ha inizio la cerimonia che dà il via alla processione.
Salgono sulla scalinata in ordine i diversi gruppi rappresentativi che rivestono un ruolo attivo all'interno del corteo. In ultimo un gruppo di uomini in costume, con abiti rossi ed elaborati cappelli che rappresentano i Giudei,che staccano dalla croce la statua del Cristo morto realizzata per la parrocchia da Andrea Fantoni. Due al braccio destro, due al sinistro e tre ai piedi, lo adagiano su una piccola barella e lo conducono ai piedi delle scale.  
Al rituale partecipano numerosi altri personaggi in costume che sfilano in rigoroso ordine: alla testa un chierichetto che regge una grossa croce lignea, accompagnato da tutto il gruppo dei chierichetti e dei giovani. Poi vengono le donne e  poi gli uomini, i Confratelli del Santissimo Sacramento, vestiti con un camice bianco e una mantella rossa e il corpo musicale. Seguono, divise in tre gruppi che sfilano uno dietro l'altro, le "Picche", drappelli di soldati romani che reggono in mano delle lunghe lance. In mezzo alla Picca prima sfila la lettiga su cui viene adagiato il Cristo morto, portata a braccio dai Giudei. Quattro giovani vestiti di scuro reggono le forcelle, che consentono ai Giudei di poter appoggiare ogni tanto il lettino e riposarsi lungo il percorso. Insieme all'ultima Picca, la terza, sfila un anonimo fedele vestito di saio rosso, incappucciato e scalzo, con una pesante croce sulle spalle seguito da un disciplino in saio bianco, anch'esso incappucciato e scalzo.
L'dentità di colui che porta la croce sulle spalle è nota solo al parroco del paese. Tradizione vuole che questa persona chieda di compiere questo gesto come atto di penitenza o come voto, per una grazia ricevuta o richiesta.
La Picca Terza chiude la prima parte del corteo, accompagnata da otto uomini che reggono le Torce. Fedeli in abiti civili, abitanti del paese e pellegrini in visita seguono in gruppo.
Lungo il percorso numerosi lumini disposti a formare delle croci di grosse dimensioni accompagnano la processione, e qualche falò viene acceso nei paesi vicini, apprezzabile a distanza dalle strade del paese.
Quando la processione termina il suo percorso la statua del Cristo viene adagiata su un altare ed esposta al pubblico dei fedeli, che si recano a baciarla e a pregare. La statua viene riposizionata sulla croce in una cerimonia a porte chiuse la seconda domenica di Pasqua.
Le campane della chiesa il giovedì e venerdì santo tacciono, legate in segno di lutto.

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

In passato sopra al lettino su cui veniva trasportata la statua del Cristo morto veniva posto un baldacchino, portato da quattro fabbricieri (amministratori della parrocchia). L'uso del baldacchino è stato abolito in quanto non permetteva alle persone affacciate alle finestre di vedere la statua.
In processione venivano inoltre portati ed esposti 14 quadretti in tela dipinta con raffigurate le stazioni della via crucis e numerosi sfilavano, precedendo il Cristo Morto, portando i simboli della passione: la scala, il gallo, i chiodi, il martello, la borsa di Giuda, la corona di spine, etc. Dietro la statua molte persone, donne e uomini, camminavano a piedi nudi.
Presente nel corteo anche una grossa croce di legno riempita di lumini e vetri colorati e quattro lampade coi simboli della passione.
In tempi ancora più antichi, probabilmente all'inizio del XX secolo, la processione era arricchita da altri personaggi in costume che rappresentavano la Veronica, Maria Maddalena e differenti mestieri.
Il sabato mattina, vigilia di Pasqua, il parroco andava in giro per le chiesine del circondario a benedire le uova.

COMUNITÀ

Tra coloro che prendono parte attiva alla processione, ci sono dei ruoli assegnati per diritto che sono la Picca prima e i Giudei.
Gli atri ruoli vengono assegnati tramite un incanto pubblico, che ha luogo ogni tre anni nei locali della parrocchia la domenica delle Palme. In questo incanto vengono assegnati i ruoli rimanenti: Forcelle, Torce, Picca seconda e Picca terza.
La decisione su chi porterà il "Crusù" avviene a seguito di un'offerta libera che viene fatta in segreto al parroco.

MISURE DI SALVAGUARDIA

La processione del Venerdì Santo di Vertova fa parte del R.E.I.L. (Registro delle Eredità Immateriali Lombarde), progetto di valorizzazione, salvaguardia e promozione dei beni immateriali, saperi tradizionali e pratiche rituali della Regione Lombardia.

Per sapere di più

Beni materiali

Statua del Cristo morto, in legno e con le braccia snodabili, realizzata nel 1725 da Andrea Fantoni.

A cura di

Regione Lombardia - Archivio di Etnografia e Storia Sociale - Giulia La Marca

Data di pubblicazione

22-OTT-2012 (Giulia La Marca)

Ultimo aggiornamento

17-MAR-2015 (Fabia Apolito)

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