• I gnòc a la mulinèra spiegati dalla signora Teresa - ARVITER
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    Fossacaprara, Casalmaggiore, CR, Lombardia - Barbara Rigon
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    Da sinistra: Gianmarco Pacione (AGA), Valentina Lapiccirella Zingari (AGA), Damiano Chiarini (Associazione Oltrefossa) - Barbara Rigon
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    Stemmi di Caprara, Fossacaprara e Fossa - Barbara Rigon
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    Da sinistra: Damiano Chiarini (Associazione Oltrefossa), Valentina Lapiccirella Zingari (AGA), Gianmarco Pacione (AGA), Cesare Lottici (Associazione Oltrefossa) - Barbara Rigon
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    Percorso del Palio di Sbürla nel campo limitrofo alla chiesa - Barbara Rigon
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    Cesare Lottici, giocatore di Sbürla la Rôda - Barbara Rigon
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    Ritratto di un giocatore di Sbürla la Rôda - Barbara Rigon
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    Le sorelle Fornasari, custodi della ricetta degli gnòc a la mulinèra - Barbara Rigon
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    Campanile della chiesa di Fossacaprara - Barbara Rigon
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    Da sinistra: Damiano Chiarini (Associazione Oltrefossa), Giovanni Sarzi Braga (Presidente Associazione Oltrefossa), Valentina Lapiccirella Zingari (AGA) - Barbara Rigon
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    Giocatori di Sbûrla spingono la rotoballa di paglia sul percorso di gioco - Barbara Rigon
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    Gesto tecnico di spinta della rotoballa - Barbara Rigon
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    Ritratto di un giovane giocatore di Sbürla la Rôda - Barbara Rigon
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    Preparazione degli Gnòc a la mulinèra - Barbara Rigon
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    Il fiume Po - Barbara Rigon
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    Damiano Chiarini, membro di Associazione Oltrefossa - Barbara Rigon
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    Cesare Lottici, membro di Associazione Oltrefossa - Barbara Rigon
  • 2013
    2018
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Categoria

Riti e Pratiche Sociali

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DOVE

Casalmaggiore (CR), Lombardia - Italia

La quarta domenica di Agosto, nel pomeriggio si svolge il Campionato italiano di Sbürla la röda, a cui possono partecipare contrade provenienti da paesi diversi, a differenza del Palio in cui concorrono solamente le due fazioni del paese di Fossa Caprara: Fossa e Caprara. Campionato e Palio si svolgono su due percorsi diversi. Nel campionato le squadre partecipanti si affrontano in un campo limitrofo alla chiesa, lungo almeno 100 m lineari, spingendo le rotoballe lungo un percorso di 50 m. Tre partecipanti di ciascuna squadra spingono la rotoballa per 50 m lineari in andata e 3 al ritorno. Vincono le tre squadre che hanno ottenuto il miglior tempo. Non si può invadere la corsia avversaria, pena la squalifica. Nel campo di gara all'estremità è posto un palo di legno (boa), intorno al quale dovrà girare la Rôda. Ogni squadra è composta da sei persone e ogni giro è compiuto da tre giocatori: i due laterali guidano, mentre quello centrale spinge.Il percorso del Palio, che si svolge la domenica sera, invece prevede due giri a staffetta e al cambio degli spingitori si inverte il senso di marcia. Partecipano due contrade del paese, una composta dai numeri civici pari e contraddistinta dal colore verde ed una amaranto per i numeri civici dispari. Ogni contrada ha 6 giocatori che sfilano dal sagrato della chiesa verso il campo di gara preceduti da tamburini e sbandieratori. Il campo di gara, grande prato adiacente alla chiesa, è triangolare e al centro si posizionano le persone che vogliono lanciare la farina ai contendenti. Le squadre partendo dallo stesso punto spingono la rotoballa in senso opposto e s’incontrano in una delle punte del triangolo ostacolandosi a vicenda. Nel frattempo il pubblico lancia la farina sulla squadra che vuol far perdere. Vince la contrada che arriva prima al traguardo.

QUANDO

Il gioco viene praticato durante la sagra di Fossa Caprara

Sbürla la röda

(Còcia la bala; Cursa con i balòn)

La comunità di Fossacaprara è dominata dalla memoria del fiume Po’ e dai suoi mulini natanti con le grandi macine in pietra, che venivano fatte rotolare lungo gli argini. I mugnai, con la farina avanzata dalla macinatura preparavano gli “gnóc a la molinera”. Da questa tradizione nasce il gioco di Sbürla la röda, che consiste in una sfida tra squadre, corrispondenti a contrade, che fanno rotolare lungo un preciso percorso prefissato, un’enorme rotoballa di circa 250 chili di peso. Gli atleti delle contrade spingono le ruote con grande sapienza e fatica: non basta essere forti, bisogna avere occhio, valutare con anticipo dove porteranno le spinte, saper accarezzare il filo della ruota nella sua corsa e accompagnarne il movimento con pochi e precisi gesti delle mani. Nel Campionato italiano di Sbürla la röda, sfida che riunisce squadre di diversi paesi, lo scopo del gioco è quello di spingere la rotoballa lungo un percorso rettilineo, a staffetta: tre componenti della squadra all’andata e tre al ritorno. Tutti i sei componenti possono far rotolare la rotoballa attorno alla boa alla fine del percorso di andata, ma solamente tre componenti possono tornare indietro, pena la squalifica. Le squadre partecipanti, ciascuna formata da 6 giocatori, si affrontano in un campo limitrofo alla chiesa, spingendo le rotoballe lungo un percorso di 50 m. Tre partecipanti di ciascuna squadra spingono la rotoballa per 50 m lineari in andata e 3 al ritorno. Vincono le tre squadre che hanno ottenuto il miglior tempo. Non si può invadere la corsia avversaria, pena la squalifica. Il campo di gara è il prato adiacente alla chiesa, lungo almeno 100 m lineari, alla cui estremità è posto un palo di legno (boa), intorno la quale dovrà girare la Röda. Alla sera della stessa domenica si svolge il Palio di Fossa, al quale partecipano 2 contrade del paese, una verde che rappresenta i numeri civici pari ed una amaranto che rappresenta i numeri dispari. Ogni contrada ha 6 giocatori che sfilano dal sagrato della chiesa verso il campo di gara preceduti da tamburini e sbandieratori. Il campo di gara è triangolare e al centro si posizionano le persone che vogliono lanciare la farina ai contendenti. Le due squadre partendo dallo stesso punto spingono la rotoballa in senso opposto e s’incontrano in una delle punte del triangolo ostacolandosi a vicenda. Nel frattempo il pubblico lancia la farina sulla squadra che vuol far perdere. Vince la contrada che arriva prima al traguardo. La sagra di Fossa Caprara è il contesto di questa pratica ludica.
Così viene narrata l’origine della sagra e della tradizione ludica: ”C’era un volta un piccola frazione di campagna di 240 abitanti, destinata a diventare un paese dormitorio, senza più un luogo di aggregazione, essendo stato chiuso anche l’oratorio. Alcune famiglie con bambini, nel 2006, si ricordano che in passato esisteva una sagra del paese nella ricorrenza del Santo patrono: San Lorenzo. Decidono di rinnovare questa tradizione spinti dal desiderio di stare insieme, di conoscersi, di far giocare i propri figli.” “I luoghi d’incontro, di socializzazione, erano sempre meno... il paese stava in qualche modo morendo”, racconta Damiano Chiarini, “c’era l’assoluto bisogno di un collante, di qualcosa che restituisse un’identità a Fossacaprara”. Questa è stata la scintilla che ha portato all’istituzione della Sagra di Fossa. L’iniziativa si è sviluppata grazie all’impegno dell’Associazione Oltrefossa e dei tanti volontari. Dall’idea di partenza si sono definite delle regole: la sagra doveva riproporre solo quei giochi che favorissero l’incontro di persone di età, pensiero politico e religioso diverso. “La Sagra è stata da subito pensata come luogo d’incontro e di condivisione: ogni gioco è solo apparentemente fine a sé stesso, l’obiettivo è quello di mettere in relazione il numero più consistente di persone. Basti pensare al gioco della misurazione del salame: durante la cena, viene appeso un salame ad una certa altezza vicino al campanile e viene chiesto ai presenti di stimarne l’altezza. Chi vince deve condividere il salame con il tavolo intero. La stessa regola vale per il premio della Sbürla: porchette enormi da svariati chili, che forzano i vincitori a condividerle con la propria comunità, con i propri familiari”.
Ricordando che in passato, lungo il fiume, c’erano alcuni mulini natanti con pale e macine di pietra rotanti, si pensò di utilizzare le rotoballe di fieno, che rotolano come rotolavano le macine lungo gli argini del Po, creando una sfida tra le due contrade del paese, semplicemente suddivise in base ai numeri civici pari o dispari: “L’idea della divisione per numeri civici va un po’ a riferirsi ironicamente ai Pali storici, come il Palio di Siena: in quel contesto la divisione tra contrade può portare a rivalità, qui semplicemente ad una sfida goliardica”.
La sfida del Palio tra Fossa e Caprara si svolge la domenica sera, come apice e chiusura dell’intera Sagra. Il pomeriggio, invece, si assiste al ‘campionato nazionale’ tra squadre di altri paesi e altre città. “Dopo le prime edizioni abbiamo avuto sempre più richieste: in tantissimi volevano partecipare ad una sfida di Sbürla la Röda. Abbiamo deciso allora di creare questo torneo la domenica pomeriggio in cui l’iscrizione è libera. La differenza tra le sfide della domenica pomeriggio e quelle della domenica sera sta nel percorso di gioco: il pomeriggio rettilineo, la sera triangolare”. Nella sfida serale è molto impegnato anche il pubblico: chi assiste alla sfida tra Fossa e Caprara deve ostacolare la squadra avversaria lanciando della farina bianca dall’interno del triangolo di gioco, con l’obiettivo d’infarinare i concorrenti come i vecchi mugnai, ostacolandone la corsa. Prima della sfida si assiste ad una divertente sfilata, durante la quale i 12 concorrenti camminano in mezzo al pubblico preceduti da sbandieratori e tamburini: 6 vestiti di verde  e 6 vestiti di amaranto con copricapi che suscitano ilarità perché si dividono tra vecchi imbuti che servivano a travasare il vino e vecchi scolapasta o pignatte.
Negli anni la Sagra ha visto un grande aumento del numero di partecipanti e di giochi, seguendo la filosofia del ‘liscio free’, ovvero di un'evento non subìto passivamente come semplice intrattenimento, ma basato sulla partecipazione attiva di tutti i cittadini resa possibile proprio grazie ai tanti giochi proposti. Il liscio è stato bandito dalla sagra per facilitare gli scambi e le conversazioni tra le persone: “Non volevamo la classica sagra con centinaia di persone sedute in silenzio, arrivate solo per ascoltare ore di musica senza proferire parola. Organizziamo invece  dei concerti  di musica classica in chiesa, in orario aperitivo, con repertorio frequentemente legato a Vivaldi o ad altri musicisti della tradizione cremonese. Prepariamo uno spettacolo musicale con i musicisti del territorio. Spesso si tratta di una fiaba musicata come Alì Babà e i 40 ladroni, Pinocchio, il gatto con gli stivali”.
I primi anni della sagra era ancora in vita la figlia di un mugnaio del Po, la Teresina, che conosceva un’antica ricetta ormai in disuso:”I gnòc a la mulinera” (gnocchi del mugnaio). Si tratta di gnocchi i cui soli ingredienti sono la farina e l’acqua (la farina che avanzava dalla macinatura del grano nei mulini e l’acqua del Po), piatto preparato dagli uomini perché il segreto per far agglutinare la farina era usare l’acqua bollente che gli uomini, avendo le mani callose, sopportavano più facilmente. Questa specialità culinaria locale fa ormai parte integrante della sagra.
Altro elemento essenziale della Sagra sono gli animali della campagna. Sono state organizzate gite a cavallo con percorsi in golena per far conoscere il territorio, battesimi della sella sui pony per i bambini oppure sugli asini. È stato istituito il premio Miss Capretta (titolo scherzoso volto a ridicolizzare i vari concorsi televisivi delle miss): “Le capre, portate dai contadini del luogo e disposte in recinti lungo la strada che porta alle casse, vengono votate dal pubblico e da una giuria che assegnerà il premio alla più bella. La giuria stessa viene ‘canzonata’, dal momento che vengono scelti i signori con la barba più folta o particolare. Questo concorso di bellezza è amatissimo dai bambini”, confida Cesare Lottici. Attorno alla chiesa di Fossacaprara si svolgono e raccolgono tutte le attività della sagra.

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Il territorio di Fossa Caprara è stato abitato fin dalla preistoria. Scavi archeologici effettuati nel 1973 hanno portato alla luce un forno dell’età del bronzo, in cui venivano cotti vasi e suppellettili, probabilmente abbandonato per via delle inondazioni del Po. Baluardo di importanza strategica per i Romani e i Bizantini, l'insediamento subì la prima distruzione nel 603 ad opera dei Longobardi. Ebbe vita fiorente nell’alto medioevo; i documenti storici riportano l’esistenza di un castello con fortezza, due chiese di stile basilicale, un ospedale degli infermi. Attualmente Fossa Caprara è una piccola borgata di 240 abitanti la cui chiesa, risalente al XI secolo, è stata fortemente rimaneggiata. Accanto alla chiesa si trovano i resti della magnifica torre medievale (torre di guardia) sulla quale è stato innestato l’attuale campanile. Secondo la toponimia il nome di Fossa Caprara deriverebbe da Fossa che indica un vallo di difesa esistente nei vari castrum romani, Capra, nome di un antico strumento di guerra, Ar è suffisso cenomane e celtico che indica la presenza di abitazioni umane. Le leggende locali, alle quali l’associazione si è ispirata per creare lo stemma della sagra, favoleggiano del ritrovamento di una capra d’oro o di un tesoro nascosto in un fosso, avvolto dentro una pelle di capra. Lo stemma attuale presenta una capra che sta attraversando un fosso. Nel periodo di fine Oottocento primi del Novecento, lungo il Po c’erano molti mulini galleggianti su barconi che servivano a macinare il grano. Pensando al movimento rotatorio delle pale del mulino, a quello delle macine e pensando che queste macine una volta inutilizzate venivano fatte ruzzolare giù dagli argini, l’associazione ha deciso di attualizzare questo movimento rotatorio spingendo le grandi rotoballe di fieno e paglia (con fatica) e di lanciare sui concorrenti la farina, per ricordare i mugnai. In paese esisteva una sola osteria gestita dalla figlia di un mugnaio del Po: L’osteria della Mora. La signora Teresina conosceva la ricetta, ormai in disuso, dei “Gnòc a la mulinera” tramandatale dal padre discendente di una famiglia di mugnai del Po è all’origine di questa tradizione. Teresina è stata filmata mentre prepara gli gnocchi, diventati il piatto forte ed emblematico della sagra. Attualmente gli gnocchi vengono preparati dalle 3 figlie.

APPRENDIMENTO E TRASMISSIONE

Al fine di favorire apprendimento e trasmissione della pratica ludica, l’associazione ha realizzato piccole rotoballe di fieno con le quali i bambini possono giocare e allenarsi. Durate l’anno vengono organizzate piccole gare su percorsi brevi. Durante la sagra, i ragazzi sono responsabili della gestione di alcuni giochi. La preparazione dei “Gnòc a la Mulinèra” avviene davanti al pubblico e le cuoche più anziane sono coadiuvate da giovani cuochi che hanno appreso la ricetta. L’associazione ha un'attenzione e una cura costante di questi momenti di trasmissione. Spesso, durante le cene associative, vengono proiettati i filmati delle edizioni precedenti della festa, in modo da tenerne viva la memoria. Il locale associativo non vive solo nel periodo estivo e durante i giorni della sagra, ma è un luogo di ritrovo costante, frequentato da persone di tutte le età.

COMUNITÀ

L’Associazione Oltrefossa che gestisce la sagra, il palio e il campionato di Sbürla la Röda si è costituita nel gennaio 2006 alla presenza di 15 iscritti, dandosi nello statuto le finalità di salvaguardare e valorizzare il territorio e le sue tradizioni  e di promuovere  la partecipazione del paese alle attività socioculturali.
Il direttivo, che si rinnova ogni 5 anni, è formato da 8 soci eletti e da un presidente. La sede si trova presso l’oratorio che era stato chiuso ed è stato rivitalizzato dall’associazione. Nella sede è stato aperto un bar, importante per gli abitanti dei paesi limitrofi. Attualmente, l’associazione è tesserata UISP e conta circa 300 adepti. Durante lo svolgimento della sagra si attivano 160 volontari, prevalentemente giovani, che sono felici di partecipare perché ”si divertono”. La definizione dei ruoli nell’organizzazione, valorizza i talenti individuali. La persona più fantasiosa ha inventato i giochi, la più creativa ha realizzato lo stemma, i loghi sulle magliette, i gadget e le tovagliette (diversi ogni anno), chi ha abilità manuali ha realizzato le strutture di accoglienza, chi ha interessi prevalentemente culturali ha promosso le varie iniziative (restauro dell’affresco, pubblicazione di libri, serate a tema), 2 maestri di musica, una violoncellista e un allievo del conservatorio si occupano di realizzare gli eventi musicali, una bancaria tiene la contabilità, chi ha abilità culinarie si occupa della cucina e degli approvvigionamenti. Il gruppo dei responsabili dell'Associazione Oltrefossa è formato da: Sarzi Braga Roberto (1960), presidente dell’associazione Oltrefossa; Chiarini Damiano (1980) è un volontario, inventore dei giochi e creativo dell'associazione; Flisi Antonella è casalinga e responsabile dell’organizzazione; Rizzi Federico è gestore del bar dell'oratorio; Bianchin Cristina è responsabile amministrativa; Cesare Lottici (1970) è un giocatore di Sbürla la Röda; Deanna (1949), Fausta (1941) e Virginia (1947) Fornasari, sono le cuoche custodi della ricetta degli gnòc a la molinera.

AZIONI DI VALORIZZAZIONE

L’organizzazione della sagra di Fossa Caprara costituisce un’importante misura di valorizzazione del gioco e delle tradizioni locali. La partecipazione dell’associazione Oltrefossa al Tocatì di Verona, dal 2013 ha permesso incontri, confronti e scambi con altre associazioni di gioco. Grazie a Tocatì, si è instaurato un forte rapporto di amicizia con Pienza, titolare del gioco “Cacio al Fuso”. A Pienza i giocatori fanno ruzzolare una forma di pecorino, a Fossa Caprara le rotoballe di fieno. “Istituire un gemellaggio con i giochi ‘rotolanti’ è un mio sogno per il prossimo futuro”, racconta Damiano Chiarini. Il gravoso impegno nell’organizzazione di questi eventi complessi, la diminuzione fisiologica dell’entusiasmo rispetto ai primi anni, può costituire un rischio per il futuro. La forte espansione della sagra (circa 1200 persone per serata) crea un’ansia da prestazione che può inficiare la gioia dello stare insieme e quindi produrre un allontanamento.

MISURE DI SALVAGUARDIA

L’iscrizione nel R.E.I.L. (Registro delle Eredità Immateriali Lombarde) è una prima misura di salvaguardia del gioco Sbürla la Röda e delle tradizioni di Fossa Caprara.

Per sapere di più

Beni materiali

Per la pratica del gioco sono necessarie le grandi rotoballe di fieno (di circa 250 Kg l’una), un palo di legno in fondo al percorso, attorno al quale deve girare la rotoballa e una serie di picchetti per delimitare le corsie lungo il campo di gara. Le rotoballe ricordano le antiche macine di pietra dei mulini del Po. I sacchi di farina, da lanciare ai contendenti, sono un elemento fondamentale sia del gioco, che include il tiro della farina, che della sagra che ha trovato negli gnocchi alla molinera la sua ricetta tradizionale. La chiesa, risalente all’ XI secolo, l'oratorio e i prati che li circondano sono gli spazi culturali in cui si svolge la tradizione della sagra di Fossa Caprara. Nella chiesa è conservato l’affresco più antico della diocesi di Cremona, che fino a pochi anni fa versava in cattive condizioni. Nel 2009 la chiesa è diventata meta delle Giornate Primaverili del FAI per la provincia di Cremona. Questo evento ha messo in luce il valore dell’affresco, di cui molti ignoravano l’esistenza e ha fatto capire l’urgente necessità di un restauro. Nel 2010 sono stati raccolti i fondi necessari per il restauro, tramite la partecipazione di sponsor e un bando comunitario della Fondazione Cariplo. Nel 2012, il restauro è stato ultimato e presentato alla popolazione. Contemporaneamente è stato presentato il libro che descrive le tecniche utilizzate e le nuove interpretazioni delle immagini presenti. L’associazione aveva già curato l’edizione di un libro che ricordava gli scavi archeologici, eseguiti in un campo vicino alla chiesa, all’origine della scoperta di un forno dell’età del bronzo. Questo insieme di attività di conservazione e di tutela del patrimonio condiviso storico-artistico sono strettamente collegate alla vitalità della comunità di Fossa Caprara e della sua sagra.

A cura di

Associazione Giochi Antichi - Sofia Scomparin

Supervisore scientifico

Valentina Lapiccirella Zingari

Data di pubblicazione

22-FEB-2019 (Giorgio Paolo Avigo)

Ultimo aggiornamento

31-DEC-2022 (Agostina Lavagnino)

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